10.11.2016

Il caso Gaudì (parte II)

La fede, bussola imprescindibile

Un'intervista al presidente dell'Associazione Pro Beatificazione di Antoni Gaudí, José Manuel Almuzara (la cui traduzione è a cura di Roberta Sciamplicotti [ it.aleteia.org ]), ci fornisce una valida guida per una riflessione sul rapporto tra fede cristiana e architettura in Gaudí; benché basterebbe ricordare le parole con le quali lo definì Benedetto XVI in occasione della consacrazione della Sagrada Familia a Barcellona il 7 novembre 2010: “architetto geniale e cristiano coerente” e la sua opera “un incalcolabile sforzo dell’intelligenza umana” [ www.famigliacristiana.it ], ne vediamo i passaggi più significativi.

José Manuel Almuzara, rispondendo ad una domanda, sottolinea: “Prima di iniziare la Sagrada Familia, nei manoscritti che scrive a Reus poco dopo la laurea in Architettura nel 1887, (Gaudí, ndr) già dice che per un architetto la cosa più bella del mondo è poter costruire una chiesa, perché è per Dio". E poco più avanti: “Gaudí sa come architetto che assumendo questo progetto il suo cliente è Dio, e arriva a dire: - el meu Client no té pressa (- il mio Cliente non ha fretta).”

Una dichiarazione che non lascia dubbi sulla visione di Gaudí e che trova ancor più radicamento nella realizzazione delle pale della Basilica: la nascita, la gloria e il dolore. Una realizzazione architettonica dei misteri del rosario. Lo stesso criterio lo ritroviamo nella realizzazione delle facciate che oltre a diretti richiami a temi biblici, sono orientate in modo preciso in riferimento ai quattro punti cardinali. Ad est, la nascita in relazione alla natività di Cristo, all'opposto, ovest, la passione in relazione alla passione di Cristo, ma colloca anche tre archi, tre parabole invertite, a rappresentare tre virtù teologali: fede, speranza e carità. Il messaggio è diretto: chi vuole stare all'interno della Chiesa, e qui altro rimando dalla chiesa edificio alla Chiesa popolo di Dio, deve aver ben presente dov'è e a cosa fa riferimento. Sono solo alcuni dei molti esempi che si trovano all'interno della Basilica.

Ci soccorrono ancora le parole di José Manuel Almuzara: “Se analizziamo le tre facciate secondarie ci rendiamo conto del fatto che la carità viene posta al centro; la parabola inoltre è maggiore, perché la carità è eterna, mentre le altre due virtù teologali, sono caduche. In seguito ci si rende conto del fatto che Maria è una donna di fede e di speranza, mentre Gesù incarna la carità: amore di un Dio che si fa Uomo. Non è una scultura posta lì a caso. Come conseguenza, e anche perché Gaudí mostra sempre un'unità nel suo criterio, nella facciata, nella facciata della Passione dispone che si collochi al centro la Carità.”

Lo stesso architetto catalano, conferma con le sue parole che non si tratta dei deliri visionari di un invasato, piuttosto di una precisa scelta dettata da un credo irremovibile: “Qualcuno ha trovato questa porta troppo stravagante, ma voglio fare paura, e per ottenere questa reazione non risparmio il chiaroscuro, in modo che, entrando e uscendo, tutto assuma un effetto più cupo. Inoltre, sono disposto a sacrificare la stessa costruzione, a rompere archi e tagliare archi e tagliare colonne al fine di dare un'idea di come sia cruento il sacrificio.”
[ it.wikipedia.org ]

Seguendo ancora il ragionamento di Almuzara, si procede in quella visione della Sagrada familia che la vuole un ''catechismo in pietra'' per far nostra un'espressione cara agli estimatori dell'architetto catalano. In effetti, il criterio seguito si ripete con rigore: Gaudí colloca i vari momenti della vita di Cristo in altrettanti spazi in un preciso movimento esplicativo; la morte sulla croce ci ricorda il momento più drammatico della vita di Cristo e il senso profondo del suo sacrificio, la lavanda dei piedi ci ricorda che dobbiamo essere servitori, l'Eucarestia ci consola, rassicurandoci e dicendoci: "io non vi abbandono", regalando agli uomini l'insegnamento della preghiera (la scena della preghiera nell’orto è l’asse verticale dell’amore di Dio per gli uomini). Gli strumenti di questo catechismo architettonico sono molteplici: navate, colonne, sculture, spazi, vetrate e volumi ben definiti. Tutte le componenti hanno una funzione esegetica ben precisa. Gaudí non lascia nulla all'improvvisazione; tutto è regolato da un disegno sottostante, da un pensiero. Non è un caso che si ispiri alla natura, la quale ad un primo sguardo potrebbe apparire disordinata e caotica, ma così non è se ci si sofferma ad osservarla; allo stesso modo la sua architettura costringe a fermarsi e contemplare, per cogliere e comprendere un senso più profondo.

Zeno Delaini
[ bottegadellaparola.com ]

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